Guttuso, Renato

Pittore italiano. Di forte personalità, fu il massimo esponente italiano nel XX secolo del realismo socialista; non subordinò mai la qualità artistica alla propaganda politica, ma la sua arte fu spesso la diretta espressione del suo odio per l’ingiustizia e per gli abusi di potere. Nel 1931 abbandonò gli studi giuridici per la pittura, nella quale fu sostanzialmente un autodidatta. Si stabilì a Roma nel 1937 e negli anni seguenti divenne un membro fondatore del gruppo antifascista Corrente. Il fascismo, peraltro, non fu il solo suo bersaglio poiché mise alla berlina anche la mafia e nel 1943 pubblicò una serie di disegni per stigmatizzare i massacri che avevano luogo durante l’occupazione tedesca in Italia. Alla fine della guerra (durante la quale aveva operato per la Resistenza), divenne, nel 1946, un membro del Fronte Nuovo delle Arti. Le sue opere del dopoguerra furono spesso ispirate alle lotte dei contadini siciliani e gli altri suoi soggetti comprendono le sommosse studentesche del 1968 a Parigi, città che spesso visitava. Molte delle sue opere sono di grandi dimensioni, in accentuati toni allegorici, tipicamente dipinte in un vigoroso stile *espressionista.

Nascita: Bagheria 4744; Morte: Roma 31795

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