,

UNA VISIONE ASTRATTA: OPERE DALLA COLLEZIONE MARIA CERNUSCHI GHIRINGHELLI

UNA VISIONE ASTRATTA: OPERE DALLA COLLEZIONE MARIA CERNUSCHI GHIRINGHELLI

DAL 1 DICEMBRE 2017 AL 25 FEBBRAIO 2018 AL MUSEO MAN DI NUORO INAUGURA UNA VISIONE ASTRATTA.

Una visione astratta, opere dalla collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli è una mostra che permetterà al suo pubblico di conoscere una donna straordinaria.

Maria Cernuschi Ghiringhelli, figura chiave dell’arte italiana tra le due Guerre Mondiali, è stata considerata la musa di Carlo Belli e Osvaldo Licini. La sua passione era l’Arte Astratta e grazie al suo intuito riusciva a scoprire talenti artistici ancor prima di riscuotere successo.

Talentuosa, giudiziosa, una vera e propria mecenate, si è valsa il titolo della Peggy Guggenheim italiana. Tesseva abilmente rapporti con gli artisti, anche sconosciuti, perché mirava ad incoraggiare sperimentalismi secondo il suo gusto.

Questa sua attività e questa sua passione nascono agli inizi degli Anni ’30 del ‘900, passando per tutte le fasi artistiche principali dei decessi successivi.

La mostra è curata da Ilaria Bonacossa e Francesca Serrati e intende ripercorrere la storia della sua collezione conservata al Museo di Villa Croce a Genova.

Come nasce la sua passione per l’arte

L’iniziatore di Maria Cernuschi all’arte fu il marito Gino Ghiringhelli, artista e gallerista, proprietario de Il Milione a Milano. Questa galleria tra il ’34 e il ’35 espone artisti come Kandinsky, Vordemberge-Gildewart, Albers, Fontana, Licini, Melotti. E il primissimo spazio ad ospitare Soldati, Radice, Rho e Veronesi.

L’autonomia artistica arriva nel 1940, quando Maria si separa dal marito e inizia ad acquistare opere d’arte che testimonieranno la sua nuova vita. Sarà l’emotività, la sua emotività a selezionare le sue scelte artistiche.

Dieci anni dopo decide di lasciare Milano per la Liguria per esplorare un nuovo e fertile ambiente artistico costituito dai ceramisti di Albisola.

La “sua” collezione prende sempre più forma dal 1965 con dei criteri più selettivi, perché viene messo da parte il sentimentalismo per abbracciare scelte mirate sull’Astrattismo italiano.

Una lungimiranza che ha portato questa donna a scegliere e ad apprezzare ancor prima della critica i primi lavori di artisti importanti. Piero ManzoniAgostino Bonalumi, Lucio Fontana, Osvaldo Licini, Gino Ghiringhelli e di Bruno Munari.

Questa al Museo Man è una collezione privata di incredibile interesse artistico e storico perché testimonia non solo l’arte del ‘900 ma anche le storie, scelte, pulsioni e sentimenti personali di colei che le ha amorevolmente vissute.

Museo Man, Nuoro: come arrivare

Alessandra Mazziotta
Meet the author / Alessandra Mazziotta

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>