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PALAZZO MARINO: LA SACRA CONVERSAZIONE DI TIZIANO

PALAZZO MARINO: LA SACRA CONVERSAZIONE DI TIZIANO

DA OGGI FINO AL 14 GENNAIO 2o18 IL PALAZZO MARINO DI MILANO ESPONE LA SACRA CONVERSAZIONE 1520 DI TIZIANO.

L’appuntamento natalizio a Palazzo Marino è arrivato alla sua decima edizione, quest’anno la Sala Alessi espone Tiziano (1488 – 1576).

L’opera del Vecellio in mostra è la Pala d’altare della Sacra conversazione 1520, denominata anche Pala Gozzi. Proveniente dalla Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona e visitabile a Milano gratuitamente.

Il sodalizio del Comune di Milano con la città di Ancona è diventato ancora più stretto a causa del terremoto che ha colpito il territorio. Infatti il capoluogo lombardo offre “riparo” alle opere marchigiane.

L’architetto Corrado Anselmi ha curato l’allestimento che permetterà ai visitatori non solo di ammirare l’opera di Tiziano, ma anche il suo retro. Su questo sono presenti bozzetti a matita dello stesso Vecellio raffiguranti teste, tra le quali un Bambino. Con molta probabilità si è ipotizzato fosse un primo tentativo del dipinto.

La possibilità di vedere la tavola fronte retro permette di conoscere il modus operandi degli artisti del ‘500.

Dipinta nel 1520, l’opera misura 312 x 215 cm, da fonti sappiamo che fu realizzata per il mercante di Dubrovnik Luigi Gozzi. Destinata però all’altare principale della chiesa di San Francesco ad Alto ad Ancona, firmato e datato presenta un cartiglio. ALOYXIUS GOTIUS RAGOSINUS / FECIT FIERI / MDXX / TITIANUS CADORINUS PINSIT.

L’evoluzione della Pala d’altare

Questo dipinto è una pietra miliare nella storia dell’evoluzione della Pala d’altare, non più secondo i canoni ‘400eneschi degli spaccati prospettici e architettonici. Una tecnica esplorata da Leonardo, pensiamo alla sua Vergine delle Rocce e da Raffaello.

Una scena sacra immersa in un turbinio di nuvole, presenta una iconografia tradizionale. Sono presenti San Francesco, a cui era dedicata la chiesa e San Biagio protettore della città dalmata, che indica il committente in ginocchio.

C’è un forte dialogo visivo tra i personaggi della rappresentazione, lo sguardo di Gesù Bambino invece è rivolto verso di noi, ciò permette al visitatore un forte coinvolgimento.

Distinguiamo il bacino di San Marco e il Palazzo Ducale con il suo campanile, 3 città Venezia, Ancona e Dubrovnik e un ponte d’alleanza nell’Adriatico. Una qual si voglia anticipazione di unione dopo gli sconvolgimenti politici del tempo e dell’espansione ottomana.

Le luci esalteranno i colori e i volumi, questo è stato permesso grazie all’impianto curato dall’architetto Francesco Murano che userà la miscela di luci calde e fredde.

L’esposizione è a cura di Stefano Zuffi, coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla Città di Ancona in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Piazza Scala e organizzata con Civita.

Palazzo Marino Milano: come arrivare

 

Alessandra Mazziotta
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