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LA NUOVA VITA DI CASA VICENS DI ANTONI GAUDÍ

LA NUOVA VITA DI CASA VICENS DI ANTONI GAUDÍ

A seguito di un importante progetto di restauro Casa Vicens di Antoni Gaudí pronta a diventare un museo

Nel 1883 un importante uomo d’affari spagnolo, Manuel Vicens i Montaner, decise di realizzare uno dei suoi sogni: una casa per le vacanze a Gràcia, quartiere di Barcellona allora separato dalla città catalana. L’incarico fu affidato a Antoni Gaudí, all’epoca poco più che trentenne.

Nel 1888, al civico 24 di Carrer de les Carolines, vide la luce Casa Vicens, la prima dimora privata progettata dal futuro artefice di capolavori del modernismo catalano come Casa Batlló, Casa Milà e la Sagrada Familia.

Entro la fine del 2017, dopo un importante progetto di restauro conservativo, questa favola esotica in stile quasi moresco diventerà una casa museo aperta al pubblico.

I visitatori potranno ammirare le decorazioni degli interni, gli arredi d’epoca, la varietà di stili e decorazioni che caratterizza l’opera di Gaudí. Si tratta infatti di uno dei primi edifici Art Nouveau di Barcellona: rivela suggestioni orientali, islamiche, mudéjar e gotiche, nonché l’influenza dell’eclettismo storicista e delle teorie architettoniche di Viollet-le-Duc.

Ma rappresenta, soprattutto, il preludio alla grande stagione del modernismo catalano. Gli azulejos della facciata sono stati disegnati da Gaudì prendendo a modello le rose d’India presenti nella serra che circondava la proprietà; le maioliche sono accostate a mattoni e pietra grezza: alternano motivi verticali e motivi a scacchiera, evocando una costruzione moresca.

Le lanterne, i lucernari, le torrette, le finestre ad arco, le nicchie a Muqarnaṣ e la varietà degli ornamenti rimandano a tipologie architettoniche mediterranee e islamiche che spaziano dall’Egitto al Marocco, dall’Alhambra di Granada all’India: Casa Vicens è considerata il massimo esempio del periodo orientalista (1883-1888) di Antoni Gaudí.

La cancellata in ferro battuto, opera dello scultore Llorenç Matamala, si ispira, nella fitta trama stilizzata, alle forme naturali della palma mediterranea. La facciata è un trionfo di colori: spicca l’uso quasi esclusivo delle linee ortogonali, una verticalità stemperata dagli accenti grafici delle decorazioni in ferro battuto, modalità che il Maestro abbandonerà a vantaggio dei volumi organici – modulati sul principio che l’architettura crea un organismo – delle grandi opere successive.

All’interno di Casa Vicens, si potrà inoltre ammirare, dopo un meticoloso lavoro di restauro, una delle più importanti collezioni del pittore catalano Francesc Torrescassana i Sallarés (Barcellona 1845-1918): 34 dipinti su tavola e su tela commissionati dallo stesso Manel Vicens i Montaner. Destinati alle pareti della sala da pranzo, saranno ricollocati nella disposizione originaria.

Joan Abellà, direttore di Casa Vicens, ha dichiarato che la struttura è pronta ad accogliere 150.000 visitatori all’anno. Il progetto di restauro porta la firma degli architetti José Antonio Martínez Lapeña, Elías Torres e David García. Lo stabile è stato acquistato nel 2014 da MoraBanc, che per la sola ristrutturazione ha investito 4 milioni di euro.

Casa Vicens – dichiarata Patrimonio dell’umanità Unesco nel 2005 insieme alla cripta di Colònia Güell, di Casa Batlló, della facciata della Natività e della cripta della Sagrada Família – avrà un percorso espositivo focalizzato sulla storia della tenuta, il suo valore nel corpus delle opere di Gaudì e nel contesto storico-artistico e culturale dell’epoca.

Valerio Passera
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