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MUSEO DELLA FOLLIA: DA GOYA A MARADONA

MUSEO DELLA FOLLIA: DA GOYA A MARADONA

DAL 3 DICEMBRE 2017 AL 27 MAGGIO 2018 NAPOLI ACCOGLIE IL MUSEO DELLA FOLLIA, DA GOYA A MARADONA

Napoli presenta la mostra Museo della Follia all’interno della Basilica di Santamaria Maggiore alla Pietrasanta, curata da Vittorio Sgarbi.

Il Museo della Follia celebra l’apertura dopo i restauri nella cripta della Basilica, al quale hanno partecipato personaggi importanti. Oltre al curatore, erano presenti Monsignor Vincenzo de Gregorio rettore della chiesa, il magistrato Nicola Graziano. Lo psicologo Raffaele Morelli, il direttore del Museo Madre Andrea Viliani e da direttrice dell’ospedale Santobono Pausillipon. Proprio ad Annamaria Minicucci Diego Armando Maradona ha ceduto il cachet ricevuto per la menzione del suo nome in beneficenza.

Il tema centrale della mostra è la follia, vista come una “dote” perché da questa possa derivare il talento.

Sgarbi ha dichiarato: «Molto genio viene dalla follia e molta luce viene dal buio. Non c’è un solo matto in cui io non mi identifichi. Se oggi dovessi ribattezzare la mostra qui a Napoli la definirei da San Gennaro a Maradona: la follia è anche quella che un personaggio riesce a generare negli altri. San Gennaro, il cui sangue si scioglie periodicamente, rende folli i napoletani nella superstizione mentre Maradona li ha resi folli di gioia».

Il percorso espositivo comprende oltre 200 opere: dipinti, fotografie, sculture, oggetti e istallazioni multimediali sul tema della follia.

«Entrate nel Museo della Follia, ma non cercate un percorso, l’unica via è lo smarrimento».

La mostra si apre con i Grandi Maestri come Francisco Goya, Francis Bacon, Adolfo Wildt, Telemaco Signorini, Fausto Pirandello, Antonio Ligabue.

Il pubblico si troverà a fare i conti con la condizione che spinge l’artista a creare l’opera, condizioni però create dalla follia, espressa dal turbamento, da visioni e allucinazioni.

Ci sarà una sezione dedicata all’artista Gino Sandri e agli stereoscopi per coinvolgere il fruitore in una dimensione precisa, l’ex ospedale psichiatrico di Mombello. Stesse sensazioni ci daranno le opere ipnotiche di Carlo ZinelliFabrizio Sclocchini . Quest’ultimo ci porta nelle stanze di un ex manicomio abbandonato con una serie di fotografie intitolate Gli assenti.

Non c’è sconvolgimento, quanto più un’immersione sensibile e poetica di arte, artisti, personaggi e luoghi sospesi in un limbo.

Realtà e immaginazione in un dialogo vorticoso e incessante, un equilibrio instabile che trova nell’arte la sua forma più sincera. Tanto reale è l’istallazione Griglia nella quale sono presenti le fotografie tratte dalle cartelle cliniche dei pazienti di ex manicomi. Una opera su 4 pareti, tanto grande da superare gli 80 mq.

L’arte e… Maradona

La novità è l’introduzione nell’arte della sfera calcistica, insieme alle vite difficili di artisti e poeti c’è anche la figura di Maradona.

Tale scelta è spiegata dallo stesso Sgarbi «Non esiste un capolavoro indiscusso come non esiste un genio indiscusso. Fino a Caravaggio la vita di artisti anche immensi come Leonardo o Michelangelo è inferiore all’opera. Con lui la vita diventa arte. Come in Maradona. In entrambi l’esistenza passa per un abisso che non santifica. Non è una forzatura. I volti di Caravaggio sono i ragazzi di vita, delle strade, delle periferie dell’umanità. Le sue opere mostrano al contempo dolore e divino, luce e buio, peccato e redenzione. Maradona è il Caravaggio del Novecento. E io lo porto in un museo».

Saranno in mostra anche: Vincenzo Baldini, Sandro Bettin, Claudio Centimeri, Luca Crocicchi, Ulderica Da Pozzo, Giovanni Gasparro, Gaetano Giuffrè. Ernesto Lamagna, Raimondo Lorenzetti, Gianni Lucchesi, Marilena Manzella, Tarcisio Merati. Gaspare Palazzolo, Alessandro Papetti, Tancredi Parmeggiani, Luigi Serafini, Nicola Sferruzza, Studio Azzurro e tanti altri.

Sarà un viaggio diverso, molto personale e intimistico, perché ciascuno di noi risponderà alla visione in modo differente. Bisogna esser pronti a mettere da parte la ragione per ritrovare quel pizzico di follia che appartiene a tutti.

«Un repertorio, senza proclami, senza manifesti, senza denunce. Uomini e donne come noi, sfortunati, umiliati, isolati. E ancora vivi nella incredula disperazione dei loro sguardi. Condannati senza colpa, incriminati senza reati per il solo destino di essere diversi, cioè individui. Nella storia dell’arte, anche prima dei casi clamorosi di Van Gogh e di Ligabue, molti sono gli artisti la cui mente è attraversata dal turbamento, che si esprimono in una lingua visionaria e allucinata. Ognuno di loro ha una storia, una dimensione che non si misura con la realtà, ma con il sogno» dichiara Sgarbi.

Basilica di Santamaria Maggiore alla Pietrasanta Napoli: come arrivare

Alessandra Mazziotta
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