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LUNGA VITA ALLA CASA DEGLI ARTISTI

LUNGA VITA ALLA CASA DEGLI ARTISTI

La giunta Sala mantiene la parola data e ridà lustro ad un pezzo di storia di Milano, ecco la nuova casa degli artisti

Gli artisti di Milano (e non solo) da oggi hanno una nuova casa comune. Corso Garibaldi 98, zona Brera: quella che un tempo era la Casa de’ Pittori, oggi è ufficialmente la Casa degli Artisti. Uno di questi posti che l’incuria aveva sottratto alla città, per interminabili anni. Rimasta a marcire per mano di una classe politica incapace di progettare, d’investire, di offrire concretezza all’immaginazione.

Poi succede che le cose cambino, che le poltrone girino, che le giunte si attivino là dove altri avevano fallito, temporeggiato. E così questi 3.300 metri quadrati edificati agli inizi del Novecento dai Fratelli Bogani, due mecenati innamorati dell’arte, oggi rinascono. Ristrutturati a dovere e con un destino ben disegnato, a favore di cittadini, turisti, professionisti.

La vicenda è antica: dopo decenni di fermento, con transiti di pittori, scultori, scenografi, grafici, fotografi, docenti e studenti, con l’Accademia di Brera a fare da fulcro e fucina, e con ospiti del calibro di Chet Baker, Dino Buzzati, Achille Beltrame, questo magico posto andò in rovina.

La morte dei Bogani, negli anni Trenta, segnò l’inizio della fine. Espropriato agli eredi in epoca fascista, destinato a demolizione certa, l’edificio si salvò con lo scoppiare della guerra: progetto urbanistico bloccato e bombardamenti schivati. Da allora fu un destino di decadenza progressiva, tra occupazioni, crolli, cumuli di spazzatura.

A svegliarsi per prima fu la giunta Moratti, che nel 2006 cacciò un gruppo di abusivi. Si pensava di recuperare la struttura e trasferirvi la scuola di ballo della Scala, ma non se ne fece nulla. Le cose cambiarono con Pisapia, che – non senza scontare le solite polemiche – sgomberò gli ultimi occupanti e mise mano a un bando per il recupero architettonico.

La macchina partì e le linee guida furono annunciate a luglio 2015. La Casa sarebbe diventata un atelier low cost: niente affitto per gli artisti (giusto un contributo spese); studi aperti al pubblico; progetti culturali per coinvolgere la città; bando per affidare gli interventi di restauro; bando per individuare un gestore, a cui affidare anche uno spazio servizi a pianterreno; commissione di esperti, incaricata di valutare artisti e proposte. Il tutto da consegnare entro il 2017.

L’impegno, in perfetta continuità, lo confermò a fine campagna elettorale il futuro sindaco Beppe Sala, che promise di restituire ai milanesi la sua Casa degli Artisti. E così è stato.

Terminati i lavori in questi giorni di primavera, con la firma degli architetti Aldo Fontana e Tanja Bekjarova, si attende solo la scelta del soggetto che gestirà la Casa, per un canone d’affitto pari a 49.216,50 euro. Il pianoterra, così come stabilito, ospiterà un bar-ristorante con area eventi, affacciato sul piccolo giardino segreto curato dal Wwf. Il tutto sostenuto anche da un adiacente sviluppo urbanistico (un nuovo edificio di 11 piani) e dai relativi oneri di concessione.

Valerio Passera
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