,

AD OSIMO UNA MOSTRA PER SOSTENERE IL PATRIMONIO ARTISTICO MARCHIGIANO COINVOLTO NEL SISMA

AD OSIMO UNA MOSTRA PER SOSTENERE IL PATRIMONIO ARTISTICO MARCHIGIANO COINVOLTO NEL SISMA

Capolavori Sibillini ad Osimo una mostra raccoglie tesori e capolavori delle Marche salvati dal terremoto

Capolavori Sibillini ad Osimo sino al 1 ottobre 2017 e la cura di un patrimonio d’arte dai luoghi feriti dal terremoto.

Le Marche sono una regione particolare. I suoi paesaggi di mare e di montagna offrono  aree di grande bellezza e le sue province conservano tesori ineguagliabili d’arte. Il popolo, generalmente alacre ma chiuso, sa al momento del bisogno fare squadra e proteggere quello che merita. Questo è il caso della mostra sui Capolavori Sibillini di Osimo e sulla rete museale creata proprio per dare una casa alle opere e i manufatti vittime del terremoto.

La rete museale dei Sibillini comprende i comuni di  Montefortino, Montefalcone Appennino, Smerillo, Montelparo, Monte Rinaldo, Montalto delle Marche,  Loro Piceno, San Ginesio, tutti colpiti dal terremoto che si è manifestato dal 24 agosto 2016.

Di fronte al pericolo di altre scosse e ai danni subiti dalle Pinacoteche dei relativi Comuni le opere sono state accolte per ora presso il Palazzo Campana di Osimo ed è possibile ammirarle sino al 1 ottobre 2017.

La particolarità di questa mostra, di ampio respiro, è che accanto ad importanti pale d’altare, come quelle provenienti dalla Pinacoteca Civica ‘Scipione Gentili’ di San Ginesio, è possibile ammirare una sezione scientifica con reperti provenienti dai Musei dei Fossili e dei Minerali di Monfalcone Appennino e Smerillo (FM) che ricostruiscono la storia geologica del territorio e i minerali da cui gli artisti hanno ricavato i pigmenti per realizzare i colori, come il lapislazzulo, la malachite e quel vetro colorato di blu detto blu di smalto con i minerali fluorescenti

Inoltre, mentre si percorrono le sale è possibile osservare il laboratorio, dove, con i proventi della mostra verranno effettuati gli interventi conservativi necessari.

Ma quali sono le opere più belle?

Innanzitutto vi è una pala che riporta immediatamente al Medioevo, Sant’Andrea e la battaglia tra Ginesini e Fermani (1463) di Nicola di Ulisse. Tutta la scena della battaglia (1377) campale viene ripresa dettagliatamente dall’artista su una inquadratura che mostra le abitazioni, le mura smerlate e su cui sovrasta incontrastata la figura del santo protettore, quel Sant’Andrea che domina per una metà della pala e regge in mano il vessillo di San Ginesio libera.

Accanto a questa bella pala seguono le pale dedicate alla Madonna, come quel capolavoro assoluto del grande Carlo Maratta che è La Madonna ascende in cielo tra angeli, o La Madonna della cintura di Filippo Ricci. Non mancano inoltre opere come il Matrimonio mistico di Santa Caterina (1480) di Domenico Ghirlandaio e una Madonna del Divino Amore di Raffaello Sanzio proveniente dalla pinacoteca di San Ginesio.

Ma il viaggio che la mostra ripercorre affronta anche la figura del Papa Sisto V (1585-1590) che proveniva da Montalto e concesse alla sua città d’origine molti privilegi, tra cui una Zecca autonoma e la nomina a capitale di un Presidato  comprensivo di 17 comuni e territori. A testimonianza di ciò si possono ammirare una Pianeta d’oro donata dal papa alla città decorata in raso di seta rossa e fili d’oro, una serie di medaglioni d’oro dei magistrati  e un quattrino coniato presso la Zecca montaltese, di epoca sistina.

 

Valerio Passera
Meet the author / Valerio Passera

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>