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ENRICO BAJ: L’ARTE È LIBERTÀ

ENRICO BAJ: L’ARTE È LIBERTÀ

Una selezione delle opere di Enrico Baj in mostra alla Fondazione Marconi

Delle opere di Enrico Baj nel 2001 Gillo Dorfles diceva “In un momento come l’attuale dove assistiamo all’esplodere di una minaccia che nega ogni umorismo la grande opera di Baj, insieme ai “Funerali dell’anarchico Pinelli” costituisce una sicura esortazione a prendere di petto gli errori e le pecche dell’umanità”.

In queste parole troviamo una introduzione ancora valida alla mostra dello storico gallerista di Enrico Baj che fino al 27 Gennaio 2018 ci darà l’occasione per rivisitare un percorso ideale delle opere dell’artista.

Dagli inizi negli anni 50′ sull’onda di uno spirito surreale e dadaista, da vero sperimentatore, fondò il Movimento Nucleare e di quel periodo possiamo vedere alcune opere.

Ma è tra il 1960 e il 1967 che Baj approda agli Stati uniti con esposizioni ed esperienze che lo formano. Inizia in quel lontano e prolifico periodo la collaborazione con la galleria Marconi.

Enrico Baj
Enrico Baj, Personaggio Urlante 1964

I collage geniali della serie Dame e Generali lo avvicinano ad una critica politica esplicita apprezzabile a pieno nella serie Comizi e Parate Militari.

La mostra, in collaborazione con l’archivio Enrico Baj di Vergiate, focalizza questo periodo “politico” che culmina con un opera straordinaria che è il “Funerale dell’anarchico Pinelli” esposta in una sala dedicata.

Enrico Baj
Enrico Baj, Funerale dell’anarchico Pinelli 1972

L’opera, lunga dodici metri, la cui realizzazione impegnò Baj per tre anni è ispirata alla morte di Giuseppe Pinelli precipitato il 15 Dicembre 1969 da una finestra nel cortile della Questura di Milano durante un interrogatorio sulla strage di Piazza Fontana.

Ispirata in parte ai Funerali dell’anarchico Galli di Carrà ed in parte a Guernica di Pablo Picasso Bay riprende alcune figure rivisitandole in chiave grottesca con grande coraggio, pensando agli anni 70 e al clima di allora che si viveva proprio a Milano.

Basti pensare che l’opera doveva essere esposta alla sala delle Cariatidi di Palazzo Reale nel Maggio del 1972 ma il giorno stesso dell’inaugurazione fu assassinato il Commissario Luigi Calabresi, che conduceva le indagini su P.zza Fontana, e la mostra fu annullata e solo 40 anni dopo, nel 2012, fu possibile vedere esposta l’opera.

Proprio in quel periodo il gallerista Marconi manifesto l’intenzione di donare l’opera alla Città di Milano e su questo punto abbiamo interpellato l’Assessore alla Cultura di Milano Filippo del Corno: ” i rapporti con il gallerista sono eccellenti e l’opzione della donazione è tuttora attiva. Come in altri casi non è semplice trovare la collocazione ottimale, anche perchè si tratta di un’opera imponente per dimensioni e che necessita di una cura particolare. Dobbiamo conciliare l’esigenza di un luogo rappresentativo, che garantisca un accesso continuativo a chi vuole vedere l’opera e che al tempo stesso dia garanzie per la cura.

Stiamo pensando attivamente agli spazi che potrebbe offrire il rinnovato Teatro Lirico oppure al salone centrale dell’anagrafe del Comune o uno spazio analogo di stretta pertinenza Comunale. Siamo in ogni caso aperti a suggerimenti e valuteremo tutte le opzioni”

Nell’attesa che si perfezioni questa volontà di acquisire ed esporre in modo permanente l’opera di Baj il suggerimento di Mam-e è di non perdere l’opportunità di ammirarla grazie all’iniziativa della Fondazione Marconi.

Dove andare

Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea

Via Tadino 15 –  20124 Milano

Dal 8 Novembre 2017 al 27 Gennaio 2018

Orario: da Martedì a Sabato 10.00-13.00 e 15.00-19.00 ingresso gratuito

 

Mauro Marchionni
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