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A COSA SERVE L’UTOPIA: A MODENA LA FOTOGRAFIA

A COSA SERVE L’UTOPIA: A MODENA LA FOTOGRAFIA

DAL 28 APRILE AL 22 LUGLIO LA GALLERIA CIVICA INAUGURA LA MOSTRA A COSA SERVE L’UTOPIA

La mostra di fotografia ” A cosa serve l’utopia” è curata da Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi presso la Galleria Civica di Modena.

L’evento inaugura il 27 aprile alle ore 18.00 e presenterà A cosa serve l’utopia, prodotta da FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE. Contestualmente al Festival Fotografia Europea 2018,  che quest’anno avrà come tema RIVOLUZIONI Ribellioni, cambiamenti, utopie.

Alla domanda a cosa serve l’utopia lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano risponde dicendo.  E’ “un orizzonte mai raggiungibile che si allontana da noi di tanti passi quanti ne facciamo” dunque serve “a camminare”. C’è una costante tensione tra la volontà speranzosa di andare avanti, di portare il cambiamento e dall’altra il pensiero negativo e la riflessione alle mancate occasioni.

Questa tensione diviene protagonista in mostra attraverso un’accurata selezione di opere fotografiche e video di artisti nazionali e internazionali. Mladen Stilinovic, Akram Zaatari, Yael Bartana, Daido Moriyama, Mario De Biasi e Francesco Jodice, le cui opere arrivano da importanti collezioni. Queste sono gestite da FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE e appartenenti alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e al Comune di Modena/Galleria Civica.

La raccolta fotografica risale al 1991, avviata grazie alla raccolta donata dall’artista e fotografo modenese Franco Fontana.

Fotografia come testimonianza

La mostra propone opere in connessione con immagini scelte dagli archivi della Magnum, la prestigiosa agenzia fondata a New York e Parigi nel 1947. Fondatori furono Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, George Rodger e David Chim Seymour.

Le fotografie, stampate in grande formato, immortalano grazie all’obbiettivo dei grandi fotoreporter come Abbas, Bruno Barbey, Ian Berry e Alex Majoli, momenti storici. Come la caduta del Muro di Berlino nel 1989, il movimento per i diritti civili negli Stati Uniti. E quelli di opposizione alle dittature in America Latina e in Cina.

E’ importante riuscire a comprendere come il tema dell’utopia apra scenari anche nettamente divergenti dove costruzione e distruzione sono parte dello stesso percorso. L’utopia ha mosso rivolte socio politiche, l’utopia è stata anche la leva per mandare avanti un desiderio di crescita. La mostra vuole raccogliere le testimonianze alla base di questi concetti ed evidenziare i cambiamenti sia in positivo che in negativo.

E lo farà con le opere di Abbas, Bruno Barbey, Yael Bartana, Taysir Batniji, Ian Berry, Roberto Brancolini, Henri Cartier-Bresson. Mario De Biasi, Fabio Boni, Leonard Freed, Francesco Jodice, Hector Lopez, Swetlana Heger, Alejandro Hoppe, Paula Haro Poniatowska, Iosif Kiraly.

Jorge Laniszewski, Alex Majoli, Filippo Minelli, Daido Moriyama, Melina Mulas, Oscar Navarro, Ulises Nilo, Louis Poirot, Mark Power. Ishmael Randall Weeks, Aldo Soligno, Chris Steele-Perkins, Mladen Stilinovič, Jinoos Taghizadeh, Angeles Torrejon, Franco Vaccari, Pedro Valtierra, Akram Zaatari. 

Galleria Civica, Modena: come arrivare

 

Alessandra Mazziotta
Meet the author / Alessandra Mazziotta

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